Policoro

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Per la Chiesa, il Progetto Policoro, rappresenta non solo un modo di leggere le situa-
zioni concrete entro cui vive l’uomo, ma si è consolidato come uno strumento attra-
verso cui dare delle risposte tangibili, ponendosi accanto alle persone, accompa-
gnandole in un momento tanto delicato della vita, in un percorso che, preso sul serio,
diventa una vera e propria festa di comunione.
È questa la risposta che alla domanda “se dovesse presentare il Progetto Policoro
a chi non lo conosce” ha dato il vescovo di Nicosia, mons. Salvatore Muratore. Dalle
risposte circa l’identità del Progetto Policoro, di chi ormai da anni ne sperimenta le
potenzialità in diocesi, il Progetto Policoro, si caratterizza come un servizio pastorale
attraverso il quale la Chiesa locale accompagna i giovani ad avere una sensibilità
nuova sul mondo del lavoro, promuovendo l’autoimprenditorialità intesa, non tanto
e non solo come sviluppo dell’impresa autonoma ma come essere imprenditori di se
stessi, recuperando alla luce del vangelo un approccio al lavoro come dono, gratuità
e disponibilità.
Il vicario episcopale di Benevento, mons. Pompilio Cristino, lo definisce, a par-
tire dalla sua esperienza di parroco coinvolto in prima persona con i suoi giovani,
come uno strumento che aiuta a progettare e realizzare attraverso la fantasia tipica-
mente giovanili e ne sottolinea la caratteristica intrinseca: quella di riuscire a restituire
un concetto di lavoro inteso come impegno e responsabilità a realizzare se stessi, a
progettarsi, a inventarsi e a reinventarsi.
Da questo punto di vista, secondo mons. Tommaso Ghirelli vescovo di Imola,
l’esigenza di questo strumento, si allarga naturalmente dalle diocesi del Sud a quelle
del Nord, poiché l’orientamento al lavoro e l’autoimprenditorialità sono temi attuali
e contingenti anche nei territori del settentrione d’Italia. L’idea di fondo di ogni ini-
ziativa deve, secondo il parere degli intervistati, restare quella di favorire il cambia-
mento di mentalità nella visione del lavoro attualmente diffusa, per consegnare ai gio-
vani quei riferimenti culturali, altrimenti assenti, che consentono di utilizzare gli stru-
menti messi a disposizione anche dalla società civile.
...
Così il lavoro più scrupoloso e forse anche più difficoltoso delle équipe Policoro,
gli sforzi degli animatori, dei tutor diocesani e delle pastorali è risultato da più parti
quello di creare una rete locale, stabilire delle coalizioni, intessere legami, unire ri-
sorse umane e materiali, gettare ponti significativi con le numerose associazioni
(GIOC, MLAC, AGESCI, LIBERA, ACLI, Confcooperative, CISL, BCC, UCID,
Banca etica, Coldiretti) che operano nella zona, per creare, a partire dalla Dottrina So-
ciale della Chiesa, una nuova cultura del lavoro.
 
Estratto da "Sulle tracce del Progetto Policoro"