Progettazione “istruzioni per l’uso”

Versione stampabileVersione stampabile

Il 14-15 Aprile 2012 alcuni ragazzi del progetto "La pasta è buona per tutto" hanno partecipato alla formazione organizzata dal Movimento Lavoratori di Azione Cattolica per i vincitori del bando 2012 di "Idee e pastorale". Dopo la presentazione di ognuno di noi, ogni gruppo ha illustrato il proprio progetto arricchendo ognuno di nuovi punti di vista e prospettive nel confronto reciproco.

In seguito abbiamo avuto il piacere di poter incontrare mons. Angelo Casile, l’attuale direttore dell'Ufficio Nazionale per i Problemi Sociali e il Lavoro. Questo incontro ha consentito a mons. Casile di ascoltare, condividere e consigliare le modalità migliori per portare avanti ogni singolo progetto; mettendo la sua esperienza al servizio di noi giovani, ha dimostrato di essere per noi esempio concreto di carità, concretizzando ciò che sostiene nel suo ultimo libro intitolato La carità al centro: “la carità non è una semplice conseguenza etica dell'essere cristiani, ma l'unico modo per rendere concreta nella storia e nella società la fede che professiamo. Gesù ha in fondo ricapitolato e compiuto la Legge nel comandamento dell'amore svelandoci, attraverso il dono perfetto della sua stessa vita, che salvare la vita è possibile solo offrendola e che nel donarsi c'è vera gioia”. Questo il nostro primo compito come giovani cristiani.

Il giorno seguente ci siamo soffermati sullo star up del progettare.  L’aspetto che più mi ha colpito è quello che Antonio Finazzi Agrò, presidente dell’Associazione Nazionale Progettisiti Sociali, ha evidenziato, vale a dire che ogni progetto ha un possibile elemento "Killer" che dobbiamo sempre valutare: ciò che mettiamo in atto non dipende solo da noi che partecipiamo, ma anche dall’apporto di fattori esterni (come per esempio la partecipazione mancata di enti pubblici). Fondamentalmente un progetto si basa sulla triade Tempo-Costi-Risultati. Le altre variabili a causa delle quali un progetto può "andare all'aria" sono: la mancata comunicazione ai partecipanti delle spese necessarie, il budget non contabilizzato adeguatamente o anche la carenza della indispensabile documentazione.

Questo ci è stato utile per addentrarci nell’ultima fase, quella dell’analisi dei progetti nei loro punti di forza e di criticità, comprendendo in che cosa consiste un monitoraggio, l'analisi dei risultati e l'andamento del progetto.

Grazie a questa opportunità formativa ci è stato possibile cogliere tante informazioni necessarie per poter sviluppare ed arricchire il nostro progetto fino a creare cooperative di lavoro portando nella nostra comunità parrocchiale e diocesana un piccolo esempio di progettualità, segno eloquente della Buona novella anche per i giovani del nostro territorio.

Rosita Coppola