Ragioni per Sperare in un tempo di crisi

Versione stampabileVersione stampabile

In occasione della Settimana Sociale dei Cattolici, lo scorso 24 e 25 marzo, l'Azione Cattolica V.Bachelet, della parrocchia SS Pietro e Paolo di Agropoli, e il MLAC, Movimento Lavoratori di Azione Cattolica, hanno organizzato una due giorni di eventi dal titolo “Scuola, Lavoro, Territorio: ragioni per sperare in un tempo di crisi”, un modo per dire gli ambiti su cui è importante tenere alta l'attenzione, i luoghi dell'emergenza educativa, i campi dell' agire sociale dei cattolici.

In un tempo in cui gli uomini temono di guardare al futuro e non osano sperare in nuove opportunità e nella realizzazione di progetti per le giovani generazioni, si fa sempre più forte la necessità di ribadire l'impegno dei cristiani per creare le basi che consentano ai giovani di qualificarsi per arricchire il loro territorio, e nello specifico di questo caso, il Cilento. Lasciare la propria terra deve essere una scelta e non una necessità! Dunque essere uomini e donne di speranza, per annunciare il Vangelo anche nella concretezza delle esigenze quotidiane diventa l'unico modo per essere credibili, oltre che credenti.

La Scuola, luogo privilegiato di incontro e formazione dei giovani, scuola di saperi ma anche di vita; il

Lavoro, ciò che fa progredire una società nel suo insieme, valorizzando la dignità e le capacità dei singoli uomini; il Territorio, il qui ed ora in cui vivere e su cui scommettere, un territorio bellissimo, il nostro, ma con tante criticità, superabili proprio attraverso una sinergia di scuola e lavoro.

Ecco che allora, come cristiani, nasce l'esigenza di mettere insieme tutte queste cose e di provare a leggerle anche alla luce del Vangelo.

Durante il convegno di venerdì 24 marzo, in tema di territorio è intervenuto  Amilcare Troiano, Presidente del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, il quale ha ribadito come il Cilento sia una terra baciata da Dio, ricca di bellezze e unicità, che però devono diventare sana economia, sottolineando l'aggettivo "sana", progresso, opportunità, altrimenti sono destinate a scomparire anch'esse.

L'ambito del lavoro, invece, è stato trattato da Elisa D'Arrigo dell’ equipe nazionale del MLAC, nonché Consigliera Nazionale del settore adulti di Ac, che ha interpretato il tema del convegno, offrendo interessanti spunti su quelli che sono i punti focali per restituire dignità al lavoro: puntare al bene comune, e non agli interessi di parte, sulla sfida educativa, come mezzo per consegnare alle future generazioni un'esperienza di vita concreta,  sulla capacità progettuale, fatta di linguaggi comuni, impegno creativo, indirizzi comuni ed in fine sulla progettazione sociale, capace di favorire il protagonismo dei territori.

Infine, il tema della scuola è stato affrontato da Giovanni Bachelet, Componente della Commissione Istruzione della Camera, nonché figlio di Vittorio Bachelet, ex Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura ed ex Presidente Nazionale dell'Azione Cattolica Italiana, ucciso dalle Brigate Rosse nel 1980. Durante la mattinata, prima del convegno, Giovanni Bachelet ha incontrato gli alunni del progetto Terra mia, del Liceo Classico di Agropoli, per parlare di “Scuola e territorio: Il futuro è nelle vostre mani”, e sempre lui è stato "padrino" anche della giornata di sabato 25 marzo, durante l' Intitolazione del “Belvedere Vittorio Bachelet” da parte dell'Amministrazione Comunale di Agropoli, presso gli Scaloni del Centro Storico, alla memoria di suo padre. Vittorio Bachelet è stato un uomo che ha saputo guardare agli uomini e alla storia con uno sguardo capace di andare "oltre": oltre il buio degli anni degli attentati, oltre le piccolezze e le bassezze umane, oltre il pessimismo. E' stato un uomo che ha gridato la speranza da ogni piazza e da ogni cattedra, come Presidente Nazionale dell'Azione Cattolica, come Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, come docente universitario che insegnava ai suoi studenti a credere nella vita, nello Stato, nella giustizia, un insegnamento fermo, fermato solo dai colpi che l'hanno ucciso proprio all'uscita dalla sua aula della Sapienza. O forse no, visto che i suoi insegnamenti di vita e di speranza volano alti ancora oggi. E proprio per questo l'amministrazione comunale di Agropoli ha deciso di intitolargli quel belvedere, da cui è possibile guardare oltre l'orizzonte, avere uno sguardo dall'"alto", contemplare terra e mare. Un belvedere che ricordi a tutti che la vita, vissuta con speranza, è un bel vedere.

Angela Russo

 

Documenti: