RECENSIONE LIBRO: “INNOVAZIONE ARMONICA – Un senso di futuro”

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RECENSIONE LIBRO: “INNOVAZIONE ARMONICA – Un senso di futuro”, F. Cicione, L. De Biase, Rubbettino Entopan, 2021.

 

Un libro denso, sapiente ed appassionato, leggerlo è stato come fare un volo d’aquila, dall’alto, un volo planato che ti porta a scoprire quello che da terra non scruti. Un cambio di prospettiva, di paradigma. Una speranza.

Un approccio, quello del libro, capace di interloquire con il lettore, e che descrive l’innovazione (armonica) come una complementarità tra “senso e scopo, tra tecnica ed etica”, che sa mettersi in ascolto della realtà con amore ed umiltà, ponendo al centro l’uomo, sempre. 

Nel testo emerge chiara e forte una critica al mondo pre-Covid19, al suo capitalismo opportunista, contrapposto al mercato, “il luogo dell’incontro, delle consuetudini e delle regole pratiche che garantiscono la concorrenza”. Infatti, gli autori sottolinenano chiaramente che non è più possibile immaginare un futuro con lo sguardo rivolto al passato, cioè non ci si può permettere di guardare al capitalismo come mezzo di sviluppo, lo stesso che per sua natura, tende ad essere monopolistico e si serve della tecnologia e della finanza per accrescere ulteriormente il divario del “benessere” tra gli uomini e quando occorre usa, senza scrupoli, lo Stato e le sue casse , salvo poi accusarlo di troppa ingerenza.

Secondo gli autori, oggi occorre “riscoprire il fine dell’azione, riappropriandosi del senso e stabilire una direzione”, insomma si tratta di riscoprire il concetto del limite, intimamente legato all’umano, come motore di uno “sviluppo coerente, efficace di una teoria dell’innovazione”. Parlare di innovazione vuol dire abbracciare un nuovo modo di guardare al mondo ed alla realtà, sicuramente avendo dei punti di riferimento da cui farsi ispirare, come: “l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite”, il “Green New Deal”, l’Agenda di Addis Abeba, le Encicliche di Papa Francesco, “Laudato Si’” e “Fratelli Tutti”.

Sono molti gli spunti che scaldano il cuore mentre si scorrono le pagine del libro, molte sono le parole ben messe e le domande ben poste, si intuisce “la scintilla di verità” e la passione concreata con cui gli autori fanno esperienza quotidiana dei concetti come: la circolarità, l’open innovation, l’impatto sociale, ambientale ed economico, ma anche la finanza al servizio dell’umano, cioè della persona (contrapposta all’individuo). Non si tratta di un testo per soli specialisti, ma per umanisti, per tutti coloro che sanno che “il futuro appartiene agli eretici che ostinatamente scommettono sull’opportunità”, per dirla con le parole del compianto Guglielmo Minervini.

Insomma, si tratta di un manifesto che richiama inevitabilmente il lettore a raccolta, a serrare i ranghi per vincere le sfide del mondo e dell’umanità, mettendo da parte gli egoismi per abbracciare la generatività delle relazioni, facendo del limite il tesoro per edificare il futuro, proprio attraverso un’innovazione armonica, cioè quel tipo di approccio che punta alla centralità dell’uomo, alle “comunità sociali”, al “lavoro come vocazione e dovere civile” ed infine al “primato dell’essere sul fare e sull’avere”. L’innovazione armonica è la via che potrebbe contribuire a risolvere i grandi problemi ed i quesiti della società, a patto che ci si lasci convocare dalla realtà (attenzione ai feedback), attraverso un lavoro sinergico tra: finanza, leadership ed innovazione.

È importante tenere bene a mente che: “il primo ingrediente della cura è il coraggio” e che l’innovazione senza direzione, ed un fine (un perché), rimane solo uno strumento per amplificare le diseguaglianze.

 

 

Angelo Congedo – Equipe Nazionale MLAC